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Esercizi, schede e problemi - 17.1

Allenarsi con gli esercizi

In una riga: Un esercizio allena una cosa sola, con un obiettivo chiaro e un modo per capire se funziona. Scegli quello legato al tuo limite, fallo per qualche settimana e portalo nelle partite.

1Consigliato da livello 1In gioco: Ferro, Bronzo Gratis6 min di lettura

Giocare e allenarsi non sono la stessa cosa

Giocare partite e' il modo piu' completo di migliorare, ma anche il piu' lento per una singola abilita'. In una partita fai tante cose diverse: mira, movimento, decisioni, comunicazione, economia. Ognuna riceve un po' di attenzione, nessuna tutta.

Un esercizio fa il contrario: sceglie una cosa sola e le dedica tutta l'attenzione per un tempo limitato. Per questo funziona: quello che ripeti con attenzione per qualche settimana diventa automatico, e quando e' automatico non ti costa piu' fatica in partita.

Ogni esercizio di Academy ha tre parti:

  • l'obiettivo: cosa alleni e perche' conta;
  • il come: dove si fa, quanto dura, cosa fare passo per passo;
  • il come capisci che funziona: un segnale concreto che ti dice se stai migliorando.

L'ultima parte e' la piu' importante. Un esercizio senza verifica diventa un'abitudine di allenamento, non un miglioramento: lo fai, ti senti bravo, ma non sai se serve.

Le otto aree

Gli esercizi sono divisi in otto aree. Ognuna corrisponde a una parte del gioco che si puo' allenare da sola:

  • minimappa: guardarla spesso e leggerla in fretta, per sapere sempre quanti nemici hai localizzato;
  • mira: il mirino all'altezza della testa e sugli angoli giusti, i colpi precisi dopo uno stop;
  • suono: riconoscere passi, ricariche e abilita', e trasformarli in chiamate;
  • decisioni: il tempo, i trade, la lettura degli avversari e dell'economia;
  • utility: usare le abilita' per un motivo, con il tempo giusto e con un lancio sicuro;
  • comunicazione: chiamate brevi, la frase fissa quando muori, il piano nella fase d'acquisto;
  • movimento: fermarsi prima di sparare, conoscere i tempi delle rotazioni;
  • revisione: rivedere i propri round con domande precise, seguire un giocatore del tuo ruolo.

Non tutte le aree pesano allo stesso modo in ogni fascia. In Base contano soprattutto mira, movimento e minimappa; in Crescita comunicazione e decisioni semplici; in Avanzato utility e lettura; in Esperto la revisione e la lettura degli avversari.

Dove si fanno

Ogni esercizio indica il posto dove si fa. I posti sono sei, e ognuno ha vantaggi diversi:

  • in partita: la maggior parte degli esercizi di decisioni, comunicazione e minimappa si fa giocando normalmente, con un solo obiettivo in testa. E' il modo piu' realistico, ma il piu' rumoroso: tante cose distraggono;
  • in una partita personalizzata: perfetta per imparare una mappa, un lancio, i tempi delle rotazioni o le posizioni del post-plant, senza pressione;
  • nel poligono: per i gesti di mira e movimento, ripetuti centinaia di volte;
  • in deathmatch: per la mira contro avversari veri, senza le conseguenze di una partita;
  • in revisione: guardando una registrazione o i tuoi appunti, a mente fredda;
  • ovunque: alcuni esercizi, come l'obiettivo della sessione, prendono cinque minuti e non richiedono il gioco aperto.

Una buona settimana mescola i posti: un po' di poligono o deathmatch per la mano, un esercizio in partita per la testa, una revisione breve per capire cosa sta succedendo.

Come scegliere l'esercizio giusto

L'errore piu' comune e' scegliere l'esercizio che piace o che sembra piu' utile in generale. Funziona meglio partire da te:

  • dal tuo errore ricorrente: le dieci domande su cinque round persi te lo mostrano quasi sempre. Se muori spesso da solo, l'esercizio sulla distanza di trade; se arrivi tardi ai retake, quello sui tempi delle rotazioni;
  • da un problema che senti: l'elenco dei problemi parte dal sintomo e ti porta alle cause e ai capitoli. Da li' scegli l'esercizio;
  • dalla tua fascia: gli errori tipici di ogni fascia ti dicono su cosa lavorano di solito i giocatori del tuo livello;
  • dal tuo ruolo: un controllore trae molto dall'esercizio delle sei domande sulle smoke, un iniziatore da quello sulle informazioni prima dell'entrata.

Una volta scelto, scrivilo: e' l'obiettivo delle prossime sessioni.

Un piano di quattro settimane

Ecco un esempio di come organizzare un mese, per un giocatore che vuole migliorare con circa un'ora al giorno:

  • ogni giorno: dieci-quindici minuti di riscaldamento prima di giocare, poi le partite con un obiettivo della sessione;
  • settimane 1 e 2: un esercizio in partita legato al tuo errore ricorrente, sempre lo stesso. Una volta a settimana, una revisione breve dei round persi;
  • settimana 3: se i voti sono saliti, aggiungi un secondo esercizio di un'altra area, magari in partita personalizzata (una mappa, un lancio);
  • settimana 4: rifai la revisione dei cinque round persi. L'errore di partenza compare ancora? Se no, scegline uno nuovo; se si', continua con lo stesso esercizio.

Il piano e' volutamente semplice. La parte difficile non e' trovare gli esercizi, ma restare sullo stesso abbastanza a lungo perche' diventi un'abitudine.

Portare l'esercizio nelle partite

Un esercizio vale solo se cambia il modo in cui giochi le partite. Per questo molti esercizi di Academy si fanno direttamente dentro una partita: non serve tempo in piu', serve attenzione.

Qualche consiglio per non perdere il filo:

  • un solo obiettivo per partita. Due obiettivi insieme si dimenticano entrambi;
  • ricordalo all'inizio di ogni round, nella fase d'acquisto: una parola basta ("trade", "minimappa", "timer");
  • non giudicare l'esercizio dal risultato della partita. Puoi fare l'esercizio benissimo e perdere: vale lo stesso;
  • se un esercizio ti fa giocare molto peggio, provalo prima in una modalita' non classificata finche' non e' piu' naturale.

Dopo qualche settimana l'esercizio sparisce: non ci pensi piu', lo fai e basta. E' il momento di sceglierne un altro.

Misurare i progressi

Senza una misura non sai se un esercizio funziona. Le misure non devono essere precise: devono essere le stesse nel tempo. Tre modi semplici:

  • un voto da uno a cinque alla fine di ogni sessione, solo sull'obiettivo. E' il metodo dell'esercizio "obiettivo della sessione";
  • un conteggio: quante volte sei morto senza un compagno vicino, quanti lanci su venti sono arrivati giusti, quante previsioni sull'economia avversaria erano corrette;
  • un prima e dopo: la stessa revisione di cinque round persi, ripetuta dopo un mese.

Guarda la tendenza su due o tre settimane, non la singola sera. Le serate storte capitano a tutti e non dicono niente.

Gli errori di chi si allena

Anche l'allenamento ha i suoi errori tipici:

  • allenare solo la mira, perche' e' la cosa piu' facile da misurare e da vedere migliorare. In molte fasce, pero', i round si perdono soprattutto per decisioni e posizioni;
  • cambiare esercizio ogni giorno, cercando quello "giusto". Quasi ogni esercizio funziona, se fatto abbastanza a lungo;
  • allenarsi stanchi. Un esercizio fatto senza attenzione allena la distrazione;
  • saltare la verifica. Senza sapere se funziona, continui per inerzia o smetti troppo presto;
  • confrontarsi con gli altri. L'unico confronto utile e' con te stesso di un mese fa.

Se ti riconosci in uno di questi, non serve ricominciare tutto: correggi quello e continua.

Da ricordare

  • Un esercizio, un obiettivo, una verifica.
  • Scegli l'esercizio dal tuo errore ricorrente, non a caso.
  • Poco ma spesso: meglio venti minuti al giorno che tre ore una volta.
  • Molti esercizi si fanno dentro una partita normale.
  • Misura: un voto o un conteggio, prima e dopo.

Cosa non fare

  • Fare dieci esercizi diversi nella stessa settimana.

    Invece Uno o due, finche' non diventano automatici.

  • Allenare solo la mira perche' e' la cosa piu' facile da misurare.

    Invece Allena il tuo limite vero, anche se e' una decisione.

  • Fare l'esercizio e dimenticarlo in partita.

    Invece Trasformalo nell'obiettivo della sessione.

  • Giudicare un esercizio dopo una sera.

    Invece Dagli almeno due settimane.

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