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Come si impara un gioco tattico

In una riga: Si impara trasformando ogni round perso in una regola: capire cosa e' successo, perche', e cosa farai di diverso la prossima volta.

Per tutti Gratis4 min di lettura

Dall'esperienza alla consapevolezza

Chi gioca molto impara molte cose senza accorgersene: sa che "in quel punto c'e' sempre qualcuno", sente che "e' il momento di ruotare". Questa e' esperienza, ed e' preziosa. Il problema e' che resta implicita: non sai spiegare perche' fai una cosa, quindi non sai quando smettere di farla, ne' come correggerla quando non funziona.

Imparare un gioco tattico vuol dire trasformare l'esperienza in consapevolezza: sapere cosa fai e perche'. Quando sai perche' ruoti, sai anche quando non ruotare. Quando sai perche' un angolo funziona, sai riconoscere quando l'avversario lo ha capito.

Per questo nella guida ogni consiglio ha una ragione. Una regola senza ragione e' una superstizione: funziona finche' non cambia qualcosa, e non sai dire cosa e' cambiato.

Il ciclo: gioca, nota, spiega, prova

Il modo piu' efficace di migliorare e' un ciclo semplice, da ripetere sempre.

  1. Gioca con un obiettivo. Non "vincere" (dipende da troppe cose), ma una cosa precisa: "guardo la minimappa dopo ogni kill", "non faccio due peek sullo stesso angolo".
  2. Nota cosa succede. Durante la partita basta ricordare uno o due round che ti sono sembrati strani. Dopo, se puoi, rivedili.
  3. Spiega il round: cosa sapevi, cosa hai pensato, cosa hai fatto, cosa e' successo. Spesso l'errore non e' il colpo mancato ma una scelta presa dieci secondi prima.
  4. Prova una correzione nella partita successiva. Una sola. Se provi a cambiare cinque cose insieme non ne cambi nessuna.

Questo ciclo funziona anche in fasce basse e anche senza rivedere le partite: basta fermarsi trenta secondi dopo una partita e chiedersi "qual e' il round che rigiocherei, e cosa farei di diverso?".

Il round perso: la decisione, non il colpo

Quando perdi un duello e' naturale pensare "dovevo mirare meglio". A volte e' vero. Ma molto piu' spesso il duello era gia' perso prima di sparare: eri da solo contro due, eri in un angolo che il nemico conosceva, eri uscito senza informazioni, eri in mezzo alla mappa senza motivo.

Per questo, dopo un round perso, fai la domanda giusta: quale decisione mi ha messo in quella situazione? Le risposte tipiche sono poche e si ripetono:

  • ho preso un duello che non dovevo prendere;
  • ero troppo lontano dai compagni per avere un trade;
  • ho ruotato (o non ho ruotato) senza un'informazione solida;
  • ho usato l'utility troppo presto o troppo tardi;
  • non ho guardato la minimappa e non sapevo cosa stava succedendo.

Trovata la decisione, trasformala in una regola semplice: "se sono da solo e sento due passi, non faccio peek: chiedo aiuto o ritardo".

Esempio

Un round, due spiegazioni

Sei in difesa su B. Senti passi, fai un peek, vieni ucciso. Prima spiegazione: "il suo colpo e' stato piu' veloce". Seconda: "ho fatto un peek a secco contro un attaccante che stava entrando con la squadra dietro, quindi anche se lo uccidevo sarei morto subito dopo". La seconda spiegazione ti insegna qualcosa da cambiare; la prima no.

Allenamento: mira e testa

La mira si allena con ripetizione: poligono, deathmatch, programmi di mira. Ne parliamo nella parte sulle impostazioni e l'allenamento. E' importante, ma ha un limite: dopo un certo punto, migliorare la mira del 5% cambia poco i tuoi risultati.

Il game sense (capire cosa sta succedendo e cosa fare) si allena in modo diverso: leggendo, guardando le proprie partite, guardando giocatori forti con una domanda in testa, discutendo i round con chi gioca con te. E' piu' lento, ma non ha un tetto.

Un buon equilibrio, per la maggior parte dei giocatori: un riscaldamento breve di mira prima di giocare, e dieci minuti di riflessione dopo. Nella stessa ora di gioco impari molto di piu'.

Quando sei fermo: il plateau

Prima o poi capita a tutti: per settimane il livello non sale, anche giocando tanto. Si chiama plateau, ed e' normale. Di solito vuol dire che le abitudini che ti hanno portato fin qui non bastano piu' per il gradino successivo.

La soluzione quasi mai e' giocare di piu' nello stesso modo. Funziona meglio:

  • cambiare il focus: se hai lavorato tanto sulla mira, passa alle informazioni o alle decisioni;
  • rivedere qualche partita cercando gli errori che si ripetono;
  • giocare meno, ma meglio: meno partite, ognuna con un obiettivo preciso;
  • chiedere un parere esterno: un compagno piu' forte vede in un round cose che tu non vedi in dieci.

Nella parte sul game sense avanzato c'e' un capitolo dedicato al salto di fascia e agli errori tipici di ogni livello.

L'atteggiamento giusto

Ultimi tre consigli, che valgono piu' di quanto sembri.

Sii curioso, non giudice. Rivedere un round per capire e' utile; rivederlo per decidere di chi e' la colpa no. "Il mio compagno non mi ha seguito" e' un fatto; la domanda utile e' "cosa potevo fare io, sapendo che non mi avrebbe seguito?".

Accetta i round persi giocati bene. A volte prendi la decisione giusta e perdi lo stesso: un avversario ha fatto un colpo incredibile, o ha indovinato. Non cambiare una buona decisione per un risultato sfortunato.

Misura il progresso in decisioni, non in punti. Il rank sale e scende per mille motivi. Se oggi hai guardato la minimappa piu' di ieri e hai preso meno duelli inutili, stai migliorando, anche se hai perso.

Da ricordare

  • Dopo un round perso chiediti: quale decisione, non quale colpo.
  • Una sola cosa da cambiare per volta.
  • Giocare tanto senza riflettere fa ripetere gli stessi errori.
  • Una regola vale se sai dire perche' funziona.

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